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LE CAVE DI CARPARO POSSONO ESSERE VISITATE DAL MARTEDI' ALLA DOMENICA ESCLUSIVAMENTE SU PRENOTAZIONE

Ogni visita guidata è condotta da guide turistiche abilitate.

E'un progetto EP Original Art Experience

in collaborazione con Gruppo Mater Carparo

La cava

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Tel: + 39 3807784553

Mail: info@cavedicarparotour.it

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Sin dal IV secolo a.C, i Messapi hanno utilizzato il carparo per la costruzione delle necropoli di Alezio. Per tutta l'età antica, i Greci lo hanno importato per la costruzione dei loro templi.

Nel rinascimento è stata la pietra usata per castelli e torri di fortificazione, fino ad arrivare alle grandi cattedrali barocche. Dopo tanti secoli, la cava Mater Gratiae è ancora attiva.

Il carparo è una pietra calcarenitica che deriva dalla sedimentazione di roccia calcarea in ambito marino. Simile alla pietra leccese per conformazione, a differenza di questa assume un colore dorato e, sopratutto, una solidità e durezza maggiore, così da essere utilizzato in tutte le località di mare, potendo ben sopportare le avversità climatiche.

Le cave Mater Gratiae insistono sull'area dell'antico casale di Daliano, a metà strada tra Alezio e Gallipoli, di cui resta una chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie che dà il nome alla contrada.

Il carparo Mater Gratiae, per la particolarità della sua grana e per la sua bellezza, è considerato il migliore. Da quest'area proviene quello usato dai Messapi per la costruzione delle loro città e delle loro necropoli, prima tra tutte la vicina Alixias. Dopo l'età classica, da questa cava sono estratti i blocchi per la costruzione dei castelli e torri costiere per la difesa delle città dalle incursioni saracene. La tipologia di pietra usata in scultura ha prodotto monumenti e grandi cattedrali barocche, tra le quali quella di Gallipoli, il santuario del Crocifisso di Galatone, la chiesa di S. Domenico a con la guglia di piazza Salandra a Nardò.

La tipologia di estrazione, avvenuta in forma manuale fino all'avvento delle seghe meccaniche, si sviluppava in enormi cavità in grotta, a forma svasata a campana. A partire dal XIX secolo, l'area di estrazione è divenuta a cielo aperto, distruggendo parte delle grotte per estrarre con le nuove apparecchiature meccanizzate, una quantità maggiore di materiale. Le grotte oggi conservate e visitabili della cava Mater Gratiae sono un unicum nel panorama delle cave di carparo. 

Dopo secoli, ancora oggi la cava è attiva, producendo il carparo di altissima qualità attraverso la sapiente opera di estrazione che si tramanda da generazione in generazione.

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